Crea sito

Democrazia-a-sorte/Sorte-della-democrazia

Il #referendum sul taglio dei parlamentari in realtà è stato una profilazione del target.

Oggi quel cazzaro di Travaglio scrive cose del tipo “abbiamo visto che gli italiani vogliono meno parlamentari” (o qualcosa del genere), in realtà gli italiani sono stati indirizzati a vedere la politica come un nemico e a cercare rivincita nei confronti di quella, con ogni mezzo disponibile, con una comunicazione battente, durata anni, da parte più o meno di tutte le destre (plurale, perché il blocco neofascista Lega/FDI è una destra piuttosto diversa da quella del M5S). E il voto del 20 e 21 è stato venduto come uno strumento per ottenere proprio quello, ma mirava (appunto) ad altro.

Le ultime dichiarazioni di Grillo sono solo il passo successivo in questa campagna in attesa del prossimo strumento di misurazione che potrà indicare con quale successo si potrà ulteriormente indebolire la democrazia parlamentare.

Gli altri grandi partiti avrebbero potuto agevolmente sabotare l’operazione spingendo il proprio elettorato verso il no, anche in caso di uguale vittoria di quello, in modo da ridurre il campione e capire in effetti qual è la reale porzione di elettorato sensibile alle narrazioni antipolitiche grilline, ma sono stati o troppo stupidi o troppo vigliacchi. Preferendo aggregarsi all’ondata vendicativa che soffiava sul fuoco del “mandiamo a casa i fannulloni”.

Zingaretti in particolare, quando si attesta questa vittoria somiglia a una squadra di calcio che dopo un autogol cerca di convincere i tifosi che quella in realtà era sempre stata la porta avversaria. E la misura della sua inadeguatezza è tutta sintetizzata, oltre che al suo scollamento dalla base elettorale PD) nel fatto che avrebbe potuto benissimo tenere le redini della situazione interna al PD anche solo in forza ai risultati regionali. Perché nessuno a parte gli addetti ai lavoro sa che hanno vinto perlopiù suoi avversari, come De Luca o Emiliano e quelli che li sostengono.

Ma non abbiamo più politici di quella razza, non nel nazionale almeno, e gli apparati di partito si guardano bene dal permettere a qualcuno di farsi strada a scapito dei loro yes men. E non abbiano neanche – non a sinistra almeno – consulenti vagamente preparati come potevano essere quelli che ruotavano intorno a realtà come Cambridge Analytica, per quanto poco ortodosse e opache.

(Licio Gelli non lo citeremo perché sarebbe troppo facile).

Contro tutto questo cosa serve? Diventare più bravi di loro con i dati oppure tornare a parlare di temi reali, in strada, come le generazioni di gente che hanno conquistato quei diritti che ora noi ci stiamo facendo soffiare mentre proviamo Instagram Reel?