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Fault Towers

Al netto di tutta la differenza possibile tra il valore politico dell’iconoclastia verso le celebrazioni di oppressione (spiegato bene qui https://bit.ly/3cXz1if) e l’incapacità di comprendere la virtù rappresentativa e/o didattica dell’arte, che può (deve?) contenere sottotesti brutti quando nasce in periodi culturalmente brutti (sorpresa: il mondo un tempo faceva molto più schifo di adesso e ora siamo meglio rispetto alla Guerra Civile americana) e della quale quindi la damnatio memoriae non è solo stupida ma anche controproducente.

C’è anche da capire quelli che, convinti che la critica letteraria sia un piatto appenninico, non si sono ancora resi conto che in un qualunque storytelling, quando l’antagonista o l’anti-eroe dice o fa cose negative, si presuppone implicita la condanna a quelle date parole o azioni, non la celebrazione delle stesse.

Perché appunto quello è un personaggio n-e-g-a-t-i-v-o, dio santissimo!

Se un giorno vi chiedono a cosa servono le materie umanistiche sentitevi liberi di rispondere che aiutano a ridurre il rischio di venir fuori dei completi scemi.

Qui John Cleese e Terry Gilliam si scagliano contro la rimozione di un episodio di Fawlty Towers perché accusato di razzismo: https://bit.ly/3hgsmCW