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Non ci sono (Cri)santi

Crisanti sul vaccino Pfizer ha detto cose di semplice buonsenso (e non si è neanche lontanamente avvicinato a posizioni negazioniste o no-vax, https://bit.ly/3lThVaj).

Ma strutturalmente le sue affermazioni sono una accozzaglia di errori comunicativi che la metà sarebbe bastata. Ormai è un dato di fatto che competenza e abilità dialettica sono due cose che ormai in ambito scientifico non si possono più separare (David Quammen è laureato in lettere, ad esempio) e chi vuole fare divulgazione questa cosa dovrebbe tenerla presente, sempre.

Così come – lo fa notare anche Antonio Scalari – non si può più prescindere dalla presenza sui social, cosa che Crisanti ha sempre rifiutato ma che in questo caso – stante per forza di cose una consulenza all’uso da parte di qualcuno con competenze solide – avrebbe in tutta probabilità disinnescato quest’ennesima polemica artificiosa sul nascere, o ne avrebbe rimosso del tutto i presupposti.

Da notare comunque come le sue dichiarazioni abbiano mandato in crisi isterica particolarmente tutti i pasdaran del vaccino-creato-dal-capitalismo-socialisti-rosicate (tra l’altro la solita cialtronata, visto che il partner tedesco di Pfizer, BionNetch, di finanziamenti pubblici ne ha presi eccome, cosa che però i nostri eroi tutti twitter e libero mercato “dimenticano” sempre di dire).

Così come tutti i pennivendoli afferenti alle stesse correnti politiche per cui finora Crisanti è stata una spina nel fianco.

Non state a sentire Crisanti no vax— Pierluigi Battista (@PierluigiBattis) November 20, 2020

Dettagli che – unita al fatto che ad oggi l’unico risultato realmente misurabile di Pfizer sia effettivamente quello di aver permesso al suo CEO di vendere parte del pacchetto azionario per 5.6mln (sfruttando il picco in borsa post annuncio efficacia https://bit.ly/392wW68) – aprono tutta una serie di considerazioni che nei prossimi tempi potrebbero diventare interessanti.

Non ultima tra queste la possibilità che – come fa notare qualcuno che di certi meccanismi ha contezza -questa aggressione mediatica alla Cassandra di turno, alla voce della razionalità scientifica in mezzo al marasma di opinioni fintamente-mediche/realmente-partitiche, potrebbe aver fatto tirare un sospiro di sollievo a più di qualcuno.

Che esso sia un politicante intento a navigare a vista, incapace di ammettere i propri limiti nella gestione della pandemia, o che sia un primario che deve difendere le posizioni antigovernative della dirigenza regionale che lo ha piazzato nel ruolo che ricopre, utilizzando magari narrative consolatorie di retroguardia.

In ogni caso, il sacrificio mediatico del disturbatore, così come la decontestualizzazione delle sue affermazioni, offre un’arma di delegittimazione finora impensata alle narrative populiste, agli house organ di partito e ai lobbisti.

D’ora in poi, in uno scenario di dibattito pubblico già abbondantemente avvelenato, sarà molto più facile derubricare una affermazione razionale, persino scientificamente coerente come un “non accetto scorciatoie”, a pseudo complottismo. E sarà molto meno semplice disinnescare la propaganda pericolosa dei vari Bassetti e Zangrillo di turno.