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Volontà di demenza

Giorni fa su NextQuotidiano c’era una sintetica analsi dell’idiozia di Giggino #DiMaio (http://bit.ly/30FfTjq) in cui, tra le altre cose, si riportava quando nella sua grottesca confusione aveva provato a imitare il #Capitone per riprendere un po’ della popolarità persa a causa della sua fallimentare gestione del Movimento.

Quello che sta succedendo in queste ore è figlio di quella esatta limitatissima forma mentis: un post-adolescente improvvisato politico, senza visione, competenze, intelligenza o idee che vuole a tutti i costi il #Viminale perché qualcuno gli ha fatto notare che è il ministero ideale per gestire la propaganda securitaria e xenofoba che piace tanto alle capre (se ne accorgono dopo un anno, i geni).

Con il rischio di far saltare un accordo di governo senza paura di tornare a un voto che ne decreterebbe la meritatissima morte politica (sua, non dei Cinquestelle), perché qualche SMS nella notte gli ha confermato che la Lega sta ancora con le braghe calate e potranno tornare insieme saltando le urne a qualunque condizione l’ex bibbitaro ritenga opportuna (e senza Conte, che in quel caso magicamente non sarebbe più una discriminante).

Fossi il PD tornerei alla posizione iniziale (ricordiamolo: #Zingaretti dal giorno uno della #crisiDiGoverno voleva andare al voto, ma poi #Mattarella lo ha tirato per la giacca) e darei lo stop alle telefonate lasciando il cerino in mano a questi quattro guappi di cartone.

Stavolta credo che il Presidente della Repubblica non avrebbe nulla da dire.